L’Associazione Culturale CubEArt in collaborazione con Spazio Tadini presenta il settimo appuntamento della Rassegna culturale
CubEArt a Spazio Tadini
27 giugno ore 19 Spazio Tadini, via Jommelli 24, Milano
CubEArt è un progetto culturale per lo sviluppo e la promozione dell’Arte e della Cultura cubana. Nasce a Cuba dall’esperienza di molteplici incontri ed eventi culturali che in questo paese si realizzano e in cui prendono parte attiva i suoi fondatori. È un progetto culturale aperto ad ogni proposta artistica creativa che contribuisce allo sviluppo, la diffusione e la conoscenza della cultura cubana in altri territori.
CubEArt a Spazio Tadini ha come obbiettivo principale quello di promuovere una nuova generazione d’artisti, affinché la loro opera possa essere riconosciuta e confrontata in ambito artistico e culturale. Lo scopo è quello di unire la cultura cubana e la cultura europea in un binomio vincente capace di far prevalere il linguaggio dell’arte, al di là di ogni confine geografico e limite linguistico.
La Rassegna, che prevede un incontro mensile, è strutturata in modo da far coniugare diversi ambiti espressivi come la pittura, la scultura, la poesia, la musica, il video, le arti performative ed altri volti dell’arte e della cultura con il proposito basilare di contribuire alla crescita della loro dimensione pubblica.
ContemporaneaCuba: Mi Isla es una Ciudad é il settimo appuntamento di questa Rassegna che in occasione ospita artisti e opere della mostra omonima curata da Chiara Canalis e Onedys Calvo Noya, che si presenta dal 26 al 6 giugno a Triennale Bovisa, Milano. ContemporaneaCuba, giunta alla sua seconda edizione, vuole fare rivivere un progetto ambizioso: portare la cultura cubana al di là dei suoi confini geografici e linguistici favorendo il dialogo e l’interscambio tra le culture. In questa occasione l’intervento culturale si radica all’interno del territorio di Milano e si pone l’obiettivo di contribuire allo sviluppo e all’incentivo dei progetti per la creatività giovanile. Con la partecipazione del Progetto Culturale Puzzle for Peace. Fra gli artisti: Hugo Azcuy, Abel Barroso, Alain Boix, Estela Estévez, che in questo nuovo appuntamento nella Rasegna CubEArt a Spazio Tadini presentano personalmente le loro opere e i loro linguaggi.
Comunicato Stampa pdf.
Con il Patrocinio di:
La Provincia di Milano, Il Comune di Milano, La Embajada de Cuba, Oficina Cultural; Consulado de Cuba en Milán; Proyecto SUR, ARCI Milano, La Oficina del Historiador de La Ciudad de La Habana, Cuba
Con il Contributo di:
Progetto Cultural Puzzle for Peace; Tour Operator Havanatur, Italia; Segnoruvido.comunicazionevisive, WP3, fondazione Cariplo.
Sguardi multipli nell’arte cubana
Onedys Calvo Noya
Con un lunga ed eloquente storia nel campo delle arti visive, Cuba giunge al terzo millennio con un registro quanto mai ricco di artisti. Le condizioni del’Isola hanno sempre propiziato un ambito prolifero per la creazione artistica. Dagli inizi del secolo XX, la produzione artistica si caratterizza per essersi mantenuta in sintonia con le correnti in voga nel resto del mondo, che ha reinterpretato e riadeguato alle espressioni più autentiche dello spirito nazionale tanto nel contenuto quanto nella forma, lontano da ogni snobismo.
Negli ultimi cento anni sono coesistite poetiche sviluppate per varie generazioni, per la maggioranza formatesi negli ultimi dieci anni all’interno del ben strutturato sistema di istruzione artistica del paese, il che apre a uno spettro di possibilità creative molto ampio. La molteplicità può essere un buona caratteristica di questo momento in cui i nuovi artisti, in sintonia con il proprio tempo, hanno guardato verso i più differenti ambiti della vita nazionale e internazionale; hanno trascritto nelle proprie creazioni più di una sfera del sapere, immettendo diverse proiezioni e concetti di vita, con la pluralità delle manifestazioni e dei sopporti che li ha introdotti all’arte nell’era post-moderna, senza disdegnare con sospetto le più tradizionali.
Dopo un’effervescente epoca all’insegna dell’installazione e che ha rivendicato procedimenti e materiali di differente stampo, questa nuova epoca ha consolidato le basi, convivendo con un ritorno al mestiere dell’artista che corrisponde all’eredità pittorica ed scultorea delle arti moderne nel nostro paese. Tuttavia, da un tipo di espressione all’altra, l’arte cubana scommette sulla seduzione formale e sul contenuto. La sua visione è sempre critica nel senso più ampio della parola; il suo contesto influisce e interagisce con lei; può essere molto diretto o ellittico, ma è sempre un’arte che parla. Poche volte può essere minimal, poiché la polisemia aggiunge sempre una qualità in più a quel che possono suggerire la grandiloquenza o barrocchismo delle forme.
È, la nostra, un’arte compromessa con l’uomo e le sue circostanze e l’azione sulla terra, un’arte che guarda dal quotidiano fino al sublime, che ragiona sull’immediato e sull’universale. Il segno e la metafora sono costantemente in suo aiuto. Per questo è frequente trovare intertesti, paratesti, riletture, della storia dell’arte e un’ampia iconografia.
In questa mostra si fanno allora multiple le convergenze: la città come centro della vita contemporanea, come spazio con il quale l’individuo sviluppa una dialettica della “retroalimentazione” dove ognuno è causa ed effetto dell’altro; l’ “autorappresentazione” che più che strategia in soccorso è già un intero assunto; l’astrazione che è tornata a riproporsi come infinita espressione, in questo caso assunta dalla prospettiva del pensiero che influenza la resa formale; la globalizzazione e la tecnologia appaiono manipolate; l’io interiore ha prolungato i suoi interrogativi nell’opera; oblii e utopie resistono alla rinuncia; l’erotico si esibisce provocante o travestito... Rappresentazioni, parodie, satire, ironie e analogie costruiscono un’espressione visiva versatile e in dialogo.
Il progetto ContemporaneaCuba propone un confronto con questo contesto in cui assume importanza la prospettiva ideativa, ContemporaneaCuba enfatizza un lavoro che in nessun caso tralascia il processo di creazione dell’opera e la laboriosità e la responsabilità dell’artista, sempre implicato con i temi dell’esistenza. Gli autori convocati fanno parte di un ambiente in cui l’arte risponde alle inquietudine estetiche e concettuali di chi l’origina, in cui le percezioni e le esperienze individuali di ogni artista incrementano in modo molto particolare la scena visiva contemporanea.
Cuba: tra isolazionismo e globalità
Chiara Canali
Gli artisti cubani, a differenza di altre realtà latino-americane, hanno per lungo tempo focalizzato il proprio lavoro sui temi dell’isola, del locale e del vernacolo, dunque, per comprendere appieno la storia artistica cubana, bisogna conoscerne le condizioni storiche e socioculturali da cui si è generata. Tuttavia da quando gli stessi artisti cubani sono ben informati rispetto al sistema dell’arte internazionale e da quando sono entrati a farne parte grazie al circuito delle mostre all’estero, bisogna tentare di giudicare l’arte cubana anche secondo standard internazionali.
Seguire questo assunto non significa trascurare il ruolo che il processo artistico ha rivestito nel costruire l’identità e la coscienza nazionale, un requisito che, più delle soluzioni formali, rende l’arte cubana interessante come modello alternativo di cultura.
Luis Camnitzer1, in New Art of Cuba, parla di tre elementi che hanno influito nella definizione dell’arte cubana a partire dagli anni ottanta: il kitsch, l’idea riciclo e la nuova generazione di artisti degli anni ottanta. Il kitsch è divenuto parte intrinseca della cultura cubana come prodotto della colonizzazione. Sintetizzato nell’arte attraverso i rituali afro-cubani di Santería, il kitsch è stato revitalizzato in alcune forme di folk art o riutilizzato come fonte di ispirazione per alcuni prodotti di alta cultura.
Il riciclo è stato sempre presente in ogni sua forma, dalla cucina alle costruzioni edilizie. Edifici costruiti in uno stile pomposo ereditato dal regime Batista sono stati ridisegnati internamente per servire a scopi più utili (per esempio, la National Bank fu riadattata sotto Castro per divenire il più grande ospedale dell’Havana). Questa politica, se ha un senso dal punto di vista della conversione economica, ha sacrificato lo sviluppo di un linguaggio architettonico ufficiale.
La nuova generazione artistica che è scaturita in questo clima alla fine degli anni ottanta, ha assunto un ruolo rilevante prima di tutto perché è stata una generazione di persone educate dopo la rivoluzione, non sulle memorie pre-rivoluzionarie. I membri partecipanti, sotto i trent’anni e alcuni ancora studenti, tutti ben informati sull’arte socialista e capitalista e sulle nuove estetiche alla moda, si sono riuniti regolarmente per discutere delle problematiche artistiche a Cuba sotto la guida del critico Gerardo Mosquera, che ha fornito una struttura teoretica per la loro arte.
Condividendo ideali e intenti comuni, essi hanno iniziato a sviluppare uno stile individuale e a mostrare nelle loro pratiche artistiche un’apertura al rinnovamento, che verrà poi trasmessa alla generazione successiva, quella che si forma alla fine degli anni novanta e a cui appartengo gli artisti che fanno parte del progetto ContemporaneaCuba.
Il linguaggio di questa giovanissima generazione non costituisce l’unica forma di arte creata a Cuba ma, secondo il mio punto di vista, rappresenta la formula più interessante che qui viene oggi realizzata.
L’arte cubana contemporanea incarna una pluralità di influenze e motivi derivati sia dall’ambito locale dell’isola, sia dal riferimento alla situazione artistica internazionale.
Il paesaggio agrario e urbano è sempre stato un genere ricorrente artistica nelle diverse aree di produzione artistica: amene scene rurali, caotiche prospettive urbane o panoramiche della città, costellate di soffitti a tegole o invase da strutture geometriche differenti. In realtà questo tema è una forma di auto-riconoscimento di cui gli artisti non sempre sono consapevoli: attraverso la ricerca sul paesaggio si condivide il desiderio di ritrarre l’ambiente fisico e psicologico della vita, di convalidare un’esperienza esistenziale trasmessa con le immagini, perpetuandone e conservandone il ricordo attraverso il trascorre del tempo e delle età.
Se questa tipologia di riferimenti risponde ai principi della cosiddetta arte conservatrice, i nuovi artisti hanno cercato di rompere con un atteggiamento contemplativo e mimetico nei confronti del paesaggio per ricreare una realtà piuttosto che rappresentarla.
Dopo essersi da tempo indirizzata ai temi specifici che riguardano le caratteristiche morfologiche dell’isola, come la conformazione del paesaggio, il rapporto con il mare e gli effetti dell’isolamento, la più recente corrente cubana si rivolge a temi globali che hanno a che fare con l’immigrazione all’estero, lo sviluppo delle metropoli e il progresso delle moderne tecnologie.
Questi giovani artisti sono andati alla ricerca di un linguaggio unico e riconoscibile, che si richiama agli stilemi tradizionali della pittura e della scultura pur essendo contaminato con altre tecniche espressive quali la fotografia digitale, il disegno a carboncino, la xilografia, la stampa e l’incisione, per trascendere la pura mimesi del reale ed esplorare i problemi della condizione umana in relazione con la dimensione globale della civiltà.
Ciascun artista si confronta con la pratica artistica secondo la propria predisposizione: alcuni sono molto attenti alla forma, e nonostante alcune varianti, il risultato finale dell’opera acquista grande rilievo; altri invece non sono interessati all’aspetto esteriore del lavoro e si concentrano con forza sul tema di dibattito, sviscerando il nocciolo della questione.
La loro arte sfida alcuni aspetti prestabiliti della società e ne critica sarcasticamente egoismi, inganni, ipocrisie e molti altri vizi. Il loro codice ha un diverso livello di complessità, adattandosi ai casi e alle situazioni. Ogni atto o forma artistica è ben studiata e scaturisce da una domanda, invitando lo spettatore stesso a dare una risposta.
Dovendo confrontarsi con le più varie e contraddittorie sfaccettature della nostra epoca, ancor più frammentate nel contesto di un’isola come Cuba, la forza semantica di quest’arte diventa metaforica e riveste un valore simbolico ed emblematico a contatto con le proiezioni dello spettatore.
Dalle vivaci e serene esplorazioni della natura alle buie e cupe rappresentazioni della città, dalle visioni animiste e spirituali della tradizione falk alle icone rivelatrici della cultura di massa, passando attraverso divertenti congegni che ironizzano sul confronto tra forme di artigianato locale e processi di industrializzazione occidentali, l’arte cubana riflette la sfida di un’isola che sta trasformandosi in una città moderna, in costante conflitto tra la volontà di preservare il suo isolamento e il desiderio di lasciarsi permeare dalle spinte innovatrici che provengono dalla globalità. |